EVOCAZIONI DANTESCHE

Evocazioni Dantesche è un’iniziativa patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC), dalla Società Dantesca Italiana – Firenze, dal Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali – Ravenna, dalla Società Dante Alighieri – Roma e dal Carla Rossy Academy- Pistoia.

A partire dall’anno accademico 2007-2008, Carla Rossi Academy – INITS ha creato programmi annuali di conferenze-spettacolo della durata di circa un’ora e venti, che ogni volta prevedono la presentazione di un diverso canto della Divina Commedia da parte del professor Marino Alberto Balducci, direttore scientifico dell’ente organizzatore ed esperto di ermeneutica Dantesca.

Durante ogni incontro, sono illustrate le varie unità tematiche del testo originale del Poema attraverso il discorso storico-filosofico e anche in virtù dell’arte performativa: tramite scenografie digitali e musiche elettroniche originali, danze mimiche e letture drammatizzate di alcuni brani della moderna “ri-scrittura” in prosa poetica della Divina Commedia.

Nel caso specifico, la nostra associazione si è occupata della riscrittura digitale del canto quinto dell’Inferno.

La Divina Commedia è l’opera più conosciuta e studiata al mondo. Controversa, simbolica, polisemica è stata interpretata, studiata molte volte nel corso dei secoli. Le moderne tecnologie e il digitale possono diventare un valido supporto alla lettura e all’interpretazione dei versi di qualsiasi autore, senza però mai banalizzarli o stravolgerli.

Nel video è presente un lavoro digitale sul Rione Fossi di Accadia (Fg), contestualizzato nella valorizzazione e promozione del patrimonio materiale e immateriale relativo ad un territorio; nello specifico quello dei Monti Dauni. È come se l’antico insediamento urbano, rimasto “immobile” in seguito ai terremoti che lo hanno devastato negli anni, fosse diventato la location perfetta: testimone di un significato molto più ampio che è poi quello che ci siamo riproposti di trasmettere. Come Dante, infatti, deve necessariamente attraversare l’Inferno per ricongiungersi con “l’amor che mole il sole e l’altre stelle”; così noi dobbiamo partire dalla valorizzazione del passato, delle nostre radici e da ciò che siamo stati per proiettarci nel futuro consapevoli della nostra identità. Il passato, in sostanza, va preservato perché sono quelle antiche “ruine” a testimoniare ciò che siamo e a farci comprendere dove siamo diretti.

II messaggio Dantesco e con esso il lamento disperato dei due amanti, definiti da Dante stesso (con un aggettivo che porta in sé una perfezione assoluta di significato), “anime affannate”; ci consente di distogliere l’attenzione dalle cose vane della vita per soffermarci sulla poesia, sul sentimento che se osserviamo bene e non ci limitiamo a vedere, in un mondo devastato da brutture, sono ancora parte integrante di tutto ciò che ci circonda.